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Un processo di collaborazione

La Terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è un vero e proprio processo di collaborazione.

Paziente e psicoterapeuta lavorano insieme per concordare le tematiche da affrontare nelle sessioni di terapia e le strategie da utilizzare nel trattamento.

Impostazione ed obiettivi del trattamento

Durante la fase iniziale del trattamento il terapeuta insieme al paziente stabilisce gli obiettivi della terapia. La TCC in genere si pone come obiettivo principe quello di aiutare i pazienti nel conseguimento di obiettivi concreti riducendo i sintomi spiacevoli (ad esempio, ridurre i sintomi depressivi o ansiosi, interrompere gli attacchi di panico, ridurre o interrompere l'uso di sostanze) e/o aumentando il funzionamento personale (ad esempio, aumentare la capacità sociali, migliorare le relazioni con il coniuge, aumentare la soddisfazione lavorativa). Dopo aver impostato gli obiettivi, paziente e psicoterapeuta monitorano di volta in volta i progressi compiuti per verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Se il progresso è più lento del previsto o la terapia entra in una condizione di stallo, insieme si discute sulla situazione per valutare cosa potrebbe impedire il progresso e quale modifica nel piano di trattamento sarebbe necessaria per risolvere il problema.

Una tipica seduta di terapia

Solitamente la terapia è su base settimanale. Tuttavia paziente e psicoterapeuta si accordano sulla gestione temporale del percorso. Lo psicoterapeuta inizia la seduta chiedendo di fornire una rassegna di come sono andate le cose dopo l'ultima sessione per impostare, di seguito, l’ordine del giorno. La sessione di terapia si concentra generalmente sulle attuali, concrete e specifiche problematiche per le quali si desidera un aiuto. Lo psicoterapeuta assume un ruolo attivo sia nella valutazione della situazione che nella formulazione degli interventi. Spesso si tratta di valutare quali pensieri, credenze e comportamenti stanno contribuendo al problema e cosa permette di modificarli, identificando e ristrutturando, dunque, le credenze problematiche alla base del disagio e le modalità con cui il paziente ha sino ad ora cercato di alleviare il disagio stesso.

La relazione terapeutica

Una terapia produttiva dipende da un’attiva collaborazione e da una relazione paziente-terapeuta fondata sulla fiducia. Se in qualsiasi momento della terapia il paziente dovesse sentire imbarazzo con il suo psicoterapeuta o avvertire un problema nella relazione, è molto importante che se ne discuta apertamente al fine di valutare tali difficoltà, capire se esse siano risolvibili e, soprattutto durante la prima consultazione, identificare un terapeuta con il quale poter sentirsi maggiormente a proprio agio.

Durata del trattamento

La durata del trattamento è variabile e difficile da prevedere. Tuttavia, dopo il primo incontro utile a raccogliere un quadro sulla situazione iniziale, lo psicoterapeuta può offrire una stima del numero delle sessioni di trattamento necessarie per conseguire gli obiettivi concordati. Per la maggior parte dei pazienti, la durata del trattamento varia tra le 6 e le 50 sessioni. Va, tuttavia, precisato che le considerazioni dello psicoterapeuta sono solo una stima, pertanto non è possibile offrire una garanzia per quanto riguarda la durata del trattamento richiesto. Alcuni pazienti vogliono o hanno bisogno di un tempo più limitato; in tal caso, sarà sempre il confronto diretto con lo psicoterapeuta la strada migliore per discutere su questa personale necessità e determinare se sia possibile impostare un determinato numero di sedute sufficienti al raggiungimento degli obiettivi terapeutici.