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Depressione

“Ho un senso di tristezza in tutto il corpo; ho perso il desiderio ed il piacere di fare le cose di un tempo. Mi sembra che tutto ormai sia inutile”

 

La depressione rappresenta uno dei disturbi mentali più diffusi al mondo, i cui possibili esiti possono essere molto gravi e determinare una notevole compromissione psicosociale, fino a portare al suicidio.

 

I sintomi della depressione possono esprimersi su più livelli.


·  Affettivi: emozioni quali tristezza ed infelicità, collera, sentimenti di colpa e di vergogna, senso di profonda angoscia, disperazione


· Motivazionali: mancanza di motivazione anche per le attività più semplici, tendenza ad eludere attività costruttive, perdita di piacere nel fare quello che una volta gratificava, aumento della dipendenza dagli altri cercando aiuto per qualcosa che in realtà la persona potrebbe fare da sola


·  Cognitivi: pensieri del tipo “sono inutile”, “non valgo niente”, “il futuro sarà sempre amaro”, “Nessuno mi aiuta”; difficoltà a prendere decisioni, frequente critica su di sé, problemi di concentrazione e di memoria (con prevalenza di ricordi negativi)


· Comportamentali: passività, inattività, difficoltà nell'affrontare i problemi pratici quotidiani, ritiro sociale (evitamento degli altri) e/o eccessiva accondiscendenza a desideri e bisogni altrui


· Fisiologici: sonno agitato, risveglio troppo precoce, difficoltà di addormentamento,perdita di appetito e di interesse per il sesso, senso di stanchezza e scarsa energia



La depressione spesso si associa ad altre patologie come disturbi di ansia, disturbo bipolare, disturbi di personalità e malattie organiche croniche (malattia cardiache, terminali, AIDS, invalidità fisica), costituendo un fattore di aggravamento e di mantenimento delle patologie stesse per l’impatto che essa ha sui comportamenti quotidiani, sulle relazioni amicali e coniugali, sul lavoro e sulla collaborazione ad eventuali cure in atto.

 

Il paradigma scientifico cognitivo-comportamentale ritiene che quando una persona si trova in uno stato depressivo, sono presenti visioni distorte di sé, del mondo e del futuro. Tali visioni influenzano tanto l’umore quanto i comportamenti adottati, i quali a loro volta rafforzano stati d’animo ed idee negative.

Ad esempio, dopo un voto mediocre ad un esame universitario, uno studente può avere il pensiero: “sono proprio un incapace!”. Inizia ad esperire tristezza e vissuti di inadeguatezza; si critica, concentrandosi sui propri limiti e difetti. La sua memoria, condizionata da un umore negativo, gli fa tornare alla mente episodi di sconfitta e di fallimento; allo stesso tempo, i pensieri negativi su di sé abbracciano la sua visione di un futuro fallimentare (“non combinerò nulla di buono nella vita”). Queste cognizioni e l’umore negativo possono deconcentrarlo, ridurre la sua motivazione all’impegno ed allo studio, rendendo più probabile una vera e propria bocciatura ad un futuro esame. Se poi questo si concretizza, il ragazzo raccoglie un'esperienza che confermerebbe (ai suoi occhi) la credenza di essere una persona incapace e fallita, senza speranza. Questa prospettiva può ripercuotersi sui comportamenti futuri, creando un circolo vizioso che può arrivare a coinvolgere altre dimensioni della propria vita, al di là di quella prettamente universitaria.

Le emozioni, le cognizioni ed i comportamenti finiscono, dunque, per alimentarsi reciprocamente, conducendo la persona in una spirale di pattern emotivi-comportamentali che divengono causa e mantenimento di sofferenza.

 

L’intervento cognitivo-comportamentale si focalizza sulle distorsioni cognitive e sui comportamenti che sono causa e mantenimento del disagio tipico di uno stato depressivo, al fine di rompere i circoli viziosi esistenti, indebolire la rigidità e la pervasività di una visione prevalentemente pessimistica delle cose ed aprire nuove e legittime prospettive sulla propria esistenza.

La persona viene, inoltre, aiutata a potenziare capacità di problem-solving più funzionali ed efficaci, a trovare nuove o ritrovare vecchie fonti di piacere e di soddisfazione, a sviluppare la capacità di mantenere un comportamento coerentemente orientato ai propri obiettivi e valori personali.

Disturbo bipolare

I sintomi del disturbo bipolare, chiamato anche disturbo maniaco-depressivo, comprendono sia i sintomi della depressione che i sintomi della mania o ipomania.

 

I sintomi della mania includono:

· Emozioni come euforia, esaltazione ed entusiasmo accompagnati occasionalmente da emozioni spiacevoli di rabbia ed irritabilità

· Comportamenti impulsivi quali spendere molti soldi, avere rapporti sessuali con diversi partner, guida pericolosa, investimenti a rischio, parlare troppo, stare svegli tutta la notte lavorando o giocando

· Cognizioni (pensieri) del tipo: "posso fare tutto quello che voglio", "farò una fortuna enorme", "tutti mi amano" ed alterazioni cognitive come pensieri accellerati e facile distraibilità

· Tra i sintomi fisici vi sono la ridotta necessità di sonno, aumento della libido ed alti livelli di energia

 

I sintomi del disturbo bipolare sono influenzati da una vulnerabilità genetica che comporta uno squilibrio a carico dei neurotrasmettitori. Quando le vulnerabilità biologiche sono attivate da fattori stressanti di vita, gli individui possono manifestare i sintomi del disturbo bipolare. I fattori psicologici che contribuiscono al disturbo possono includere la tendenza a impostare e cercare di raggiungere obiettivi personali eccessivamente ambiziosi. I sintomi, nel modello cognitivo-comportamentale, sono costituiti da emozioni (ad esempio depressione o euforia), pensieri (ad esempio, "non valgo niente", oppure "sono incredibilmente di talento") e comportamenti (ad esempio, passività o eccessiva attività).

 

Gli interventi cognitivo-comportamentali mirano tipicamente ad aiutare la persona a:

 

- identificare e modificare il pensiero (cognizioni) e i comportamenti che accompagnano le emozioni depressive ed euforiche

 

- stabilire un programma regolare di attività quotidiane, in particolare un normale ciclo sonno-veglia, in quanto questa regolarità può aiutare a stabilizzare l'umore e il comportamento

 

- identificare i primi segni di uno stato depressivo o maniacale in modo da intervenire tempestivamente per prevenire cambiamenti d'umore di grande intensità

 

- individuare obiettivi ragionevoli ed adeguate attività per realizzarli

 

- lavorare insieme alla famiglia per aiutare a fornire un corretto feedback e monitorare le attività dell’interessato

 

- comprendere la necessità di un trattamento farmacologico e favorire una buona adesione ad esso