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Ansia: consigli per superare l’incertezza

Gli studi sull’ansia hanno identificato nell’ "intolleranza all'incertezza" una delle principali caratteristiche alla base dei disturbi ansiosi.

Ecco alcuni consigli per incrementare la capacità di tollerare l’incertezza ed uscire dalla paralisi nella quale si può entrare, iniziando ad agire più funzionalmente al proprio benessere.

1. Non è sempre possibile conoscere le ragioni del comportamento altrui

Le persone ansiose rimangono spesso bloccate in trappole mentali generate dalle ricerca continua delle motivazioni alla base delle azioni altrui.

Ci si chiede: "perché non mi ha invitato alla festa? Perché ha avuto quell’espressione? Perché ha preferito lui a me? E così via.

Questi pensieri possono diventare tanto invadenti da essere vissuti come angoscianti da chi li produce. Quando è presente un tale rimuginio il primo passo da compiere è rendersi conto che non è possibile giungere sempre alle cause che spingono le persone ad agire in un certo modo o a non agire affatto. I comportamenti sono complessi e le informazioni a cui accediamo sono limitate.

Riuscire a tollerare questa incertezza aiuta ad evitare inutili rimuginii ed a ridurre drasticamente i pensieri intrusivi.

 

2. Accettiamo che quello che vorremmo fare può non produrre necessariamente effetti positivi

Molte persone tendono a rinunciare o ad evitare di compiere azioni se non sono completamente sicure di ottenere un risultato positivo. Questo evitamento può riguardare sia le piccole cose, come ad esempio fare una torta per degli invitati a cena, sia decisioni più importanti come un colloquio di lavoro.

Iniziamo a riconoscere la condotta di evitamento ogni qualvolta si vuole fare qualcosa; in secondo luogo è utile stilare una lista dei propositi evitati per paura di fallire ed iniziare a realizzarli gradualmente.

 

3. Impariamo a delegare

Le persone che presentano un’elevata intolleranza all’incertezza spesso resistono alla delega perché non possono essere assolutamente certe che l’altro farà il lavoro come lo svolgerebbero loro stesse.

Si vorrebbe chiedere aiuto ad un amico per una commissione ma si teme che non sarà in grado di farlo correttamente, si fa la spesa senza mai interpellare il partner che può essere distratto e dimenticherebbe qualcosa, si devono pagare le bollette e non ci si fida se non di se stessi.

Questi sono solo dei semplici esempi che quando si accumulano o si associano a comuni doveri lavorativi e familiari possono aumentare notevolmente il livello di stress quotidiano, in quanto la responsabilità sembra ricadere solo su se stessi. Quando si è consapevoli di questo atteggiamento è preferibile ipotizzare scenari alternativi che vanno oltre l’idea che qualcosa andrà sicuramente storto:

a) E’ possibile che la persona delegata possa svolgere un lavoro migliore del nostro b) Non sempre è così tragico se il lavoro svolto da qualcun altro ha degli standard inferiori rispetto ai propri

c) In alcune circostanze, delegare qualcuno non significa affidare completamente il proprio lavoro nelle sue mani, ma comporta farsi aiutare per poi supervisionare l’incarico svolto.

 

4. Forse ci stiamo assumendo troppe responsabilità per proteggere gli altri da esiti infausti

L'eccessiva assunzione di responsabilità è un altro fattore importante nell'ansia. L'intolleranza all'incertezza e l'eccessiva assunzione di responsabilità vanno spesso di pari passo.

Esempio: fai troppe cose per il tuo partner perché temi che possa commettere delle omissioni che gli causerebbero danni o sofferenza.

In questi casi, è importante notare quando si sta tentando di proteggere eccessivamente le altre persone dal compiere errori o dal subire esiti infelici, fermiamoci e concediamo loro la possibilità di sbagliare o di portare a termine il lavoro con successo.

 

5. Smettiamo di cercare troppe informazioni e passiamo all’azione

Le persone intolleranti all'incertezza sovente raccolgono una mole di informazioni prima di intraprendere qualsiasi azione perché cercano di essere sicure su come meglio procedere e per non deludere le proprie attese.

Un esempio può essere quello di leggere un numero eccessivo di articoli su un argomento prima di iniziare a stendere una relazione o di controllare ripetutamente il proprio scritto prima di pubblicarlo; o ancora quello di leggere decine di libri di auto-aiuto sull’ansia prima di provare un qualsiasi suggerimento.

Se vi è questa tendenza, prima di tutto è utile riconoscerla, poi sospendiamo la ricerca spasmodica di dati e sperimentiamo in prima persona. Agire, non senza aver raccolto qualche informazione ma anche senza doverne raccogliere in eccesso, può essere la strada migliore per accelerare il proprio apprendimento.

 

6. Sospendiamo la procrastinazione

La persona ansiosa tende spesso a procrastinare per paura di sbagliare o perché teme che gli esiti delle sue azioni saranno deludenti.

Quando notiamo questo stile di comportamento, riconosciamo la nostra incertezza e le nostre paure, in seguito prendiamo coscienza che non sempre è necessario conoscere tutte le risposte prima di agire ma che, alcune volte, è sufficiente svolgere il singolo passo logico successivo.

 

7. Attenzione a saltare da un'idea all'altra per via dell’incertezza

Le persone ansiose saltano da un'idea all'altra perché non possono mai essere assolutamente certe che l'idea a cui stanno lavorando sia quella corretta.

Qualcosa di simile può accadere nelle relazioni affettive: coloro che vogliono certezze assolute tendono a non coinvolgersi pienamente nella storia e mantengono un “piede fuori dalla porta” perché lottano con la paura di non essere nella relazione giusta.

Anche in questo caso è consigliabile prendere atto della presenza di questi schemi mentali automatici; se è vero che cambiare idea, metterla in discussione e rielaborarla è un esempio di flessibilità mentale per trovare nuove soluzioni, quando tuttavia questo stile cognitivo porta ad abbandonare continuamente decisione senza giungere ad una conclusione, è il caso di modificare approccio e soffermarsi su un numero limitato e più concreto di alternative.

Dott. Spinelli