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Come lo stress influenza la nostra salute mentale: cambiamenti cerebrali e consigli per una semplice prevenzione

Recenti ricerche hanno dimostrato che lo stress cronico genera nel cervello dei cambiamenti a lungo termine, offrendo una nuova chiave di lettura sul perché chi soffre di stress cronico sia più a rischio nel tempo di sviluppare problemi psichici.

Gli studi hanno già evidenziato che le persone con malattie stress-correlato, come ad esempio il disturbo post traumatico da stress, presentano delle alterazioni cerebrali, in particolare delle differenze, in termine di quantità, tra materia grigia e materia bianca.

La materia grigia è costituita dai neuroni preposti alla processazione ed immagazzinamento delle informazioni, mentre la materia bianca è fatta principalmente di assoni che, creando una rete di fibre, interconnettono i neuroni. La “materia bianca” prende il suo nome dalla guaina mielinica, bianca e composta maggiormente da lipidi per circa l’80%, che circonda gli assoni ed è responsabile della trasmissione dei segnali elettrici da una cellula all’altra.

Come lo stress cronico trasforma la struttura cerebrale, è un processo che solo da poco gli studi scientifici hanno iniziare a disvelare.

 

In una serie di esperimenti, ricercatori dell’università della California hanno scoperto che lo stress cronico determina un aumento della materia bianca, sottoforma appunto di mielina, a dispetto dei neuroni. Questo eccesso di mielinizzazione in alcune aree cerebrali sarebbe responsabile dello squilibrio del delicato sistema di comunicazione all’interno del cervello. Ad esempio, proprio nei soggetti con disturbo post traumatico da stress la quantità di materia bianca risulta superiore a quella grigia, una discrepanza invece non rilevabile nei soggetti sani.

A fine di spiegare le ragioni di tali alterazioni, i ricercatori hanno condotto degli esperimenti in ratti adulti, focalizzandosi in particolare sull’ippocampo (area che regola la memoria e le emozioni).

Dalle prove sperimentali è emerso che i ratti sottoposti a situazioni stressogene producono, a livello dell’ippocampo, cellule staminali che maturano in oligodendrociti, ovvero cellule che promuovono la formazione delle sinapsi, contribuiscono al controllo della crescita dei circuiti assonali e che sono responsabili proprio della mielinizzazione (sostanza bianca) dei neuroni.

Questi risultati contrastano con le credenze generali secondo cui le cellule staminali si evolverebbero solamente in neuroni o in astrociti, un tipo di cellule gliali. Secondo gli autori, dunque, gli oligodendrociti giocherebbero un ruolo molto importante nei cambiamenti cerebrali a lungo termine connessi ai problemi di salute mentale.

A partire da questi dati, è stato ipotizzato che nei soggetti con disturbo post traumatico da stress l’incremento di materia bianca (mediante mielinizzazione) in sede ippocampale sia associata ad una forte connettività tra ippocampo e amigdala (area responsabile delle reazioni di attacco e fuga di fronte ad una minaccia) e, di contro, ad una ridotta connettività tra ippocampo e corteccia prefrontale (area responsabile del controllo, della pianificazione e modulazione delle risposte comportamentali agli stimoli ambientali).

Quando l’ippocampo e l’amigdala risultano particolarmente connessi in termini di trasmissione elettrica, la risposta alla paura è molto più rapida; allo stesso tempo, se minori sono le connessioni con la corteccia prefrontale, la capacità di modulare e ridimensionare le reazioni di paura risulta compromessa. Per cui, quando ci si trova in una situazione stressogena, i pattern neuronali che coinvolgono le aree prefrontali aventi un compito inibitorio e che dovrebbero avvisare di “non allarmarsi più di tanto” non funzionano, ma predomina invece una più intensa comunicazione tra amigdala ed ippocampo che si esprime in una risposta di paura esagerata rispetto a quella normale.

Sebbene ulteriori ricerche siano necessarie per verificare questi risultati, soprattutto reclutando campioni umani, questo studio fornisce importanti informazioni sul perché lo stress cronico colpisce il cervello, suggerendo la necessità di interventi precoci al fine di prevenire lo sviluppo di alcuni problemi di salute mentale.

 

Tuttavia, cosa possiamo fare per ridurre i livelli di stress e promuovere la nostra salute?

L’APA suggerisce alcune semplici strategie:

 

§   Identificare la causa dello stress: monitorare il proprio stato psichico durante il giorno. Se ci sente stressati, scriverne le cause, i pensieri e l’umore associati. Una volta aver identificato il nostro stato mentale, mettere a punto un piano che possa aiutarci a ridurre i fattori stressogeni ed a gestire meglio le nostre reazioni ad essi, ad esempio rimodulando le proprie aspettative verso se stessi e gli altri, ridimensionando le proprie responsabilità e chiedendo aiuto se abbiamo difficoltà nei compiti lavorativi, domestici, di studio e in altri campi. Utile è anche stabilire delle priorità ed eliminare compiti che non sono essenziali.

 

§   Costruire relazioni forti: le relazioni rappresentano una risorsa contro lo stress. Condividere i nostri momenti difficili apertamente con membri della famiglia ed amici favorisce supporto ed assistenza emotiva, così come l’apprendimento di nuove ed utili prospettive per superare i propri problemi.

 

§   Muoversi e camminare quando si è arrabbiati: prima di reagire impulsivamente, aspettare una decina di secondi per riorganizzarsi di fronte ad un evento stressante e riconsiderarlo. Camminare o altre attività fisiche aiutano a scaricare la tensione emotiva ed incrementano la produzione di endorfine, riducendo i livelli di stress.

 

§   Far riposare la mente: lo stress mantiene svegli oltre il 40% degli adulti durante la notte. Importante è cercare di assicurarsi 7-8 ore di sonno al giorno riducendo la caffeina, le distrazioni come la televisione o il computer in camera e andando a letto alla stessa ora, ogni notte. Inoltre le ricerche mostrano che attività come yoga ed esercizi di rilassamento non solo aiutano a ridurre lo stress, ma favoriscono un buon funzionamento del sistema immunitario.

 

§   Chiedere aiuto: se si continua a sentirsi sopraffatti, consultare uno psicologo o altro professionista abilitato alla cura del disagio mentale che possa aiutare a gestire efficacemente lo stress. Può essere una risorsa importante per identificare situazioni o comportamenti che contribuiscono allo stress cronico e quindi per sviluppare dei piani d'azione volti al cambiamento.

 Dott. Spinelli

Riferimenti:

- Sanders R. (2014). New evidence that chronic stress predisposes brain to mental illness. UC Berkeley, Media Relations. 

 

- The American Psychological Association's Practice.